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Rassegna stampa

Comunicati, notizie e match report

LE NOSTRE INTERVISTE DI SPORT POPOLARE, PARTE XI: LA RESISTENTE GENOVA

1-COME SPIEGHERESTI IL CALCIO POPOLARE AD UNA PERSONA CHE NON NE HA MAI SENTITO PARLARE?

Ovviamente ogni realtà potrà pensarla in modo leggermente diverso a seconda della propria specificità. Noi vediamo nel “movimento” del calcio popolare l’idea di riprenderci la nostra passione, consapevoli che il calcio “ufficiale” è sempre meno sport e sempre più macchina da profitti, in cui il rispetto per i tifosi e il legame delle squadre alle città stanno lentamente sparendo. Ma il gioco del pallone non è quello, il gioco del pallone sta nei bambini in piazza e nei tifosi innamorati che spendono soldi e tempo per seguire una casacca. Ecco secondo noi il calcio popolare  vuole riscoprire un po’ quei valori li: la partita come momento per stare insieme, come  momento d’incontro. Siamo tutti stufi di quello che c’è intorno al calcio, del calcio inteso come passione popolare invece non ci stuferemo mai.

2-QUANDO NASCE IL PROGETTO ? QUALI SONO I VOSTRI OBIETTIVI?

Il progetto nasce 14 anni fa quando un gruppo di amici e compagni decide di formare una squadra per partecipare a campionati amatoriali e ai tornei autogestiti organizzati dalle realtà antirazziste. Dopo diversi anni capiamo che i tempi  possono essere maturi e decidiamo di formare una squadra a 11 ma di iscriverci per il momento al campionato Uisp. Ovviamente la nostra organizzazione qui fa un salto di qualità e iniziamo a strutturarci come una società sportiva con un campo di allenamento, un allenatore e un discreto seguito sulle gradinate. Dopo due anni in Uisp decidiamo il grande salto in Figc provando a prendere uno spazio di protagonismo anche nel calcio “ufficiale”. Apriamo quindi una campagna soci per permettere alla squadra di autofinanziarsi, la città risponde molto bene e tra tessere, cene/eventi e vendita del materiale, siamo riusciti a sostenere per intero i costi (non banali) del nostro primo anno.

Purtroppo con il lockdown del marzo scorso la nostra prima stagione si è fermata a metà e di fatto questa non è ancora partita se non come allenamenti e coppa Liguria. I nostri obiettivi sono di crescere ulteriormente non tanto sotto il profilo dei risultati ma proprio come soggetto aggregativo in città: serate musicali, calcio in strada coi i bambini e le bambine, presentazioni di libri, dibattiti e altre iniziative di questo genere, oltre ad una bella tifoseria, hanno avvicinato tante persone diverse al nostro progetto e questo è forse il risultato più importante. Ovviamente abbiamo grandi sogni di settori giovanili, squadre femminili, impianti autogestiti e di crescere anche dal punto di vista sportivo, provando a salire di categoria ma andiamo avanti un passo per volta.

3-PERCHÉ AVETE SENTITO L’ESIGENZA DI CREARE UN GRUPPO DI CALCIO POPOLARE?

Come detto precedentemente La Resistente nasce come una squadra di amici e compagni disputando per molti anni campionati a 7 amatoriali. Nel tempo essendo cresciute le nostre etá anagrafiche, ci siamo trovati a un nodo cruciale. Perché non provare a strutturarci come una società dilettantistica seppur con le nostre peculiaritá? E così é andata.. abbiamo deciso di mettere cuore e anima affinché La Resistente entrasse in Figc per il calcio a 11, senza dimenticarci da dove eravamo partiti. Ossia il campionato a 7 Uisp dove alcuni di noi continuano a giocare e intorno a loro si sono aggiunti nuovi compagni. Infatti ora le squadre Uisp sono 2, oltre alla prima squadra iscritta al campionato di seconda categoria. Abbiamo sentito la necessità di creare una squadra di calcio popolare a Genova, un po’ perché non ci era riuscito ancora nessuno e se ne sentiva la mancanza, un po’ perché ci pareva il momento giusto per alzare l’asticella vedendo intorno a noi che il progetto poteva crescere. La Resistente ha sempre avuto l’ambizione di essere una sorta di canalizzatore per tutte e tutti quelli che amano il calcio. Siamo contro ogni tipo di discriminazione e proviamo nel nostro piccolo a portare avanti un progetto lontano dalle logiche del business.

4-COME È ORGANIZZATA LA GESTIONE COLLETTIVA DEL PROGETTO?

La nostra Asd nell’anno in corso conta circa 130 soci che sostengono il progetto sottoscrivendo una tessera da 50 euro. Tutti i soci sono al centro del nostro progetto e vengono interpellati sulle questioni più importanti ma la gestione vera e propria della società coinvolge direttamente  un numero più ristretto di persone che intendono impegnarsi più attivamente nel progetto. Siamo divisi a livello organizzativo in vari gruppi di lavoro, le “aree”, ognuna delle quali si occupa di un argomento specifico (area Asd, area tecnica, area comunicazione, area merchandising, area politica etc). Le decisioni vengono poi vagliate tutte dal “soviet supremo”, che rappresenta in linea di massima il nucleo storico ed i soci più attivi nel corso degli anni e ha il ruolo di “garante del progetto”.

5-QUALI SONO LE PRINCIPALI DIFFICOLTA’? C’E’ STATO UN EPISODIO O UN MOMENTO CRITICO DI PARTICOLARE SIGNIFICATO NELLA VOSTRA STORIA CHE HAI VOGLIA DI CONDIVIDERE CON NOI?

Sicuramente la strutturazione di una società “vera”, con incarichi, responsabilità e bilanci da stilare, è stata una sfida nuova e ambiziosa  per chi come noi viene dal mondo dell’autorganizzazione e sicuramente ci costa fatica. La questione autofinanziamento non è secondaria perché, entrando nella Federazione, i costi aumentano sensibilmente. Inoltre vi è un problema legato al tesseramento di atleti che provengono da zone extraeuropee, come i ragazzi rifugiati africani, per cui ogni anno dobbiamo affrontare problemi burocratici e legali per poterli schierare in campionato.

6-LE REALTA’ DI CALCIO POPOLARE STANNO AUMENTANDO DA NORD A SUD. PENSI CHE L’IPOTESI DI CREARE UNA SORTA DI “LEGA INDIPENDENTE” AVREBBE SENSO O SAREBBE PIU’ GIUSTO RESTARE NEI CIRCUITI “UFFICIALI” PER CONTINUARE A VEICOLARE I NOSTRI VALORI?

La nostra scelta di iscriverci anche al campionato FIgc dopo anni di campionati amatoriali era dettata proprio dal fatto che volevamo portare i nostri valori e il nostro modo di intendere lo sport nel cosiddetto calcio che conta. Volevamo dimostrare coi fatti che un altro modello di calcio, basato sul sostegno economico e la partecipazione attiva dei tifosi e non sul mecenate di turno, è non solo possibile e sostenibile ma può essere anche vincente. A distanza di tempo continuiamo a pensare che sia la scelta giusta. Quindi, pur essendo affascinati dall’idea di una lega indipendente, crediamo che sia importante, in un’ottica anche politica, continuare a partecipare ai campionati ufficiali per dare più visibilità alle nostre istanze, diffondere il più possibile i nostri valori e le nostre pratiche all’interno del calcio dilettantistico e non “chiudersi” in una logica di autoreferenzialità.

7-COSA VI GRATIFICA PIU’ DI TUTTO DEL VOSTRO PROGETTO? C’E’ STATO UN PARTICOLARE EPISODIO CHE RACCHIUDE MEGLIO IL SENSO DI QUELLO CHE FATE?

In questi anni sono state tante le gratificazioni, tanti i motivi che ci hanno spinto ad andare avanti provando ogni anno ad allargare ulteriormente il progetto. Sicuramente l’aver coinvolto nelle nostre attività sportive ma anche nelle iniziative sociali e politiche che promuoviamo, tante persone che neanche conoscevamo è stato motivo di soddisfazione. In particolare ormai da più di 6 anni portiamo avanti un progetto con migranti richiedenti asilo, grazie al sostegno di alcuni lavoratori del porto di Genova che ci hanno messo a disposizione gratuitamente il campo a 5 del circolo dell’autorità portuale per giocare con loro. E alcuni di questi ragazzi li abbiamo anche inseriti nelle nostre squadre a 7 e a 11, creando un rapporto che va avanti da molti anni. Altri ci è capitato di incontrarli da avversari e vederli venire a salutarci con grande affetto a fine partita è stata un’altra grossa soddisfazione. Un altro progetto di cui siamo particolarmente fieri e che purtroppo a causa dell’emergenza sanitaria abbiamo dovuto interrompere negli ultimi mesi, è il calcio in strada con i bambini. Grazie alla disponibilità di due nostri amici allenatori, abbiamo organizzato in alcune piazze del centro storico di Genova una sorta di allenamento, a cui hanno partecipato molti bimbi della zona, trasformando per qualche ora quelle piazze in dei campetti da pallone improvvisati. Più in generale ci gratifica sicuramente il fatto che nel corso degli anni molti compagni e compagne genovesi si siano avvicinati alla nostra comunità. E questo ci ha fatto capire che, partendo da un momento di svago(la partita di calcio), è possibile tessere rapporti sociali che vanno oltre il momento ludico.

Rispondendo alla vostra seconda domanda, un episodio che ricorderemo sempre è il gol all’ultimo minuto di Davidino, detto la “cavalletta”, che ci ha consentito l’accesso ai playoff quando disputavamo ancora il campionato Uisp a 11. In quella serata, per noi diventata magica, abbiamo avuto la certezza che il progetto stava funzionando vista la numerosa presenza di tifosi.. e che poteva essere pure vincente!

8-ALLA LUCE DELLA DERIVA REPRESSIVA IN ATTO IN ITALIA DA MOLTI ANNI, PENSI CHE IL CALCIO POPOLARE SIA UNA RISPOSTA EFFICACE DA PARTE DEL MOVIMENTO ULTRAS? 

Non sappiamo se sarà una risposta efficace, nel senso di attacco frontale al mondo del calcio “ufficiale” . E’ certamente una boccata d’ossigeno: quel campo da gioco non lo sentiamo più totalmente nostro e allora ne facciamo un altro, da zero. E’ evidente come gli spazi di agiblità dentro le curve siano sempre più stretti per chi vive il pallone in una determinata maniera, talmente stretti che ci sentiamo più spettatori che tifosi.

La repressione allo stadio è aumentata a dismisura e allora cambiamo stadio, la passione però resta la stessa.

9-COSA CONSIGLIERESTI AD UN GRUPPO DI PERSONE CHE VORREBBERO INTRAPRENDERE UN PERCORSO SIMILE?

Non abbiamo la presunzione di consigliare un percorso come il nostro se non realmente sognato e condiviso. Crediamo infatti che ci debbano essere le prerogative necessarie e che poi ciascuna potenziale società dilettantistica, in base al proprio credo e ai propri bisogni, si strutturi naturalmente.

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