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Rassegna stampa

Comunicati, notizie e match report

V EDITORIALE – IV ANNO. Calcio del popolo, pensiero ribelle.

 

Calcio del popolo pensiero ribelle, la maglia che indossi LA MIA SECONDA PELLE. Un motto che è diventato uno dei marchi di fabbrica del nostro percorso. Non è solo una frase che racchiude in sé un grido di avversione al calcio moderno, ma è la sintesi di un vero e proprio STILE DI VITA.

Qualcuno potrebbe pensare che questo richiamo alla “ribellione” possa essere una frase per farsi fighi, ma non è assolutamente così. Noi che viviamo l’IDEALE giorno per giorno, vorremmo farvi capire, con queste semplici parole, che chi indossa la nostra casacca si tatua indelebilmente sulla pelle importanti valori come attaccamento alla maglia e orgoglio di appartenenza alla BARESITA’.

Vorremmo, quindi, con questo editoriale spiegare un pò di cose inerenti il nostro progetto e il perchè di alcune scelte, partendo proprio da qui.

La nostra battaglia contro il calcio moderno non inizia sicuramente oggi o sei anni fa. Molti dei fondatori del gruppo, infatti, militavano attivamente in Curva Nord a Bari. Per molti anni, alcuni di noi, hanno provato a combattere contro la deriva di questo malato terminale chiamato “calcio moderno”, infrangendo divieti di trasferta, lottando contro la fantomatica TESSERA del TIFOSO, disertando e provando con tutte le forze a cambiare qualcosa.

Sono stati gli anni più duri e bui, poiché, nonostante qualche volta fossimo riusciti a comprare biglietti di altri settori e ad entrare negli stadi, sempre più inaccessibili, non ci sentivamo più liberi di vivere le nostri passioni. Le trasferte erano grigie, clandestine, e spesso, oltre a spacciarci per lo studente universitario di turno, ci ritrovavamo in pochi a combattere un avversario più grande di noi. Ci sforzavamo di provare a pensare che ci sarebbe stato un futuro migliore.

Oggi fortunatamente la situazione è leggermente cambiata. Le tifoserie sono tornate in trasferta, anche se le limitazioni non sono finite e quando l’Osservatorio del Viminale decide di lavarsene le mani, chiude il settore e vieta la trasferta, in barba alla LIBERTA’ INDIVIDUALE DI MOVIMENTO.

Sicuramente sono stati commessi degli errori da parte del movimento ultras che non è stato unito, e saremo sempre i primi ad ammetterlo, caricandoci le nostre responsabilità, ma ad oggi quella contro la tessera non è una battaglia che ci interessa portare avanti mediante l’esposizione di una pezza che ha rappresentato per noi – in un preciso periodo della nostra storia – un’avversione alla totalità del sistema calcio e di elusione dei divieti; dalla fine del girone di andata, infatti, abbiamo deciso di non esporre più la pezza contro questa carta del tifoso, che entro i prossimi due anni sarà completamente accantonata, in quanto ormai ritenuta un fallimento (noi lo dicevamo e pensavamo 10 anni or sono) ma che, ancora oggi, limita l’essere ultras nei campionati professionistici.

Per quanto ci riguarda, finché vi saranno limitazioni di ogni genere (che siano una tessera o altro), noi ci opporremo nella maniera più assoluta, ma è anche giusto voltare idealmente pagina col passato e goderci il sapore delle piccole grandi libertà che ancora si possono godere nelle categorie inferiori, dove si può ancora entrare allo stadio senza dover mostrare un documento, senza perquisizioni o dover svuotare le tasche, senza dover perdere pomeriggi per fare un biglietto.

Ma non era solo questo quello di cui volevamo parlarvi col richiamo al famoso striscione esposto in un IDEALE BARI – MOLA di 3 anni fa. Quest’anno, infatti, ci siamo trovati di fronte ad alcuni problemi di natura economica che non ci hanno permesso di compensare in maniera adeguata, ovvero con un premio economico, gli sforzi dei ragazzi che la domenica scendono in campo, onorando la nostra maglia; del resto, questi RAGAZZI, hanno e avranno sempre tutto il nostro rispetto, sia per quel che danno in campo, sia per la responsabilità che sentono addosso quando portano i nostri colori.

Ora vorremmo fare a tutti una domanda…ma quanto valgono i soldi nella vita?

Secondo noi hanno certamente un valore, anche perchè quando mancano sorgono i problemi. Ma siamo anche sicuri di una cosa: la moneta in tasca prima o poi finirà, mentre l’emozione che si prova ogni domenica a giocare per i nostri colori rimarrà per sempre.

Si sa, NOI siamo dei NOSTALGICI, ma lasciateci almeno credere che tutto quello che abbiamo creato in questi anni, abbia inculcato, nelle teste dei nostri ragazzi, l’idea che nella vita può contare altro rispetto ad una banconota.

Chiarito anche questo importante concetto, passiamo alla partita di domenica, che per noi NON E’ ASSOLUTAMENTE UN DERBY. I nostri derby li abbiamo giocati a Lecce sotto l’antistadio del via del mare, gridando a squarciagola e con orgoglio il nome della nostra amata città, e assistendo ad un magico trenino sulla terra battuta di quel campo, che tanto sa di un calcio d’altri tempi; sicuramente è una stracittadina che incuriosisce e porterà allo stadio di Enziteto molti appassionati, ma per noi è una partita come le altre, dove pretendiamo il solito impegno e la maglia sudata, NULLA DI PIU’. Del risultato ci importa poco, e vista anche la caratura dell’organico dei nostri avversari, sappiamo che sarà veramente dura, ma alla fine che importa soffrire se c’è stata nella nostra vita qualche ora immortale. Per NOI quei 90 minuti insieme a voi saremo INVINCIBILI E IMMORTALI!

Ci vediamo, quindi, domenica alle 17 al quartiere San Pio, per ricordare a tutti che UN ALTRO CALCIO E’ POSSIBILE e che comunque andrà, noi non faremo mai mancare il nostro sostegno, perché NOI SIAMO L’IDEALE BARI!!!!

…C’MON GUYS!

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