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Rassegna stampa

Comunicati, notizie e match report

II Editoriale – IV anno – Nel ricordo di chi non c’è più

II EDITORIALE – IV ANNO
NEL RICORDO DI CHI NON C’E’ PIU’

Cari amici,
ci ritroviamo ancora qui dopo un pò di tempo a parlare degli avvenimenti che il nostro caro mondo ultras ha vissuto nell’ultimo periodo.

Impossibile non ritornare con la mente a quel maledetto 11 novembre 2007, giorno nel quale al mondo è stato strappato uno dei suoi figli migliori. A volte è proprio vero che da lassù vengono richiamati gli angeli scesi sulla faccia della terra.

Per noi Gabriele Sandri non è e non resterà soltanto un ragazzo, ma è diventato un simbolo per tutta l’Italia ULTRAS, quella che 7 giorni su 7 tramanda valori importanti alle nuove generazioni che sono chiamate a portare avanti le tradizioni che i nostri padri ci hanno insegnato da piccoli, portandoci mano nella mano nei campi di calcio; tradizioni che, nel mondo del calcio attuale, vengono troppo spesso dimenticate o meglio offuscate dal vetro di uno schermo che sa poco di REALTA’.

Il giorno prima della morte di Gabbo eravamo in trasferta a La Spezia e, all’epoca, le notizie non viaggiavano veloci come oggi. Ripensandoci, quel maledetto 11 novembre, potevamo esserci noi lì al suo posto, potevamo essere noi l’obiettivo di quella mano assassina che quel giorno ha deliberatamente deciso di cambiare il destino di un ragazzo che amava la vita e amava il calcio, proprio come lo amiamo NOI.

Siamo tutti GABRIELE SANDRI, siamo tutti suoi fratelli, perché, anche se lui portava indosso colori diversi dai nostri, era uno di Noi, uno di quelli che viveva le domeniche alla nostra maniera e, senza essere ripetitivi nel dirlo, GABRIELE ERA NOI…e lo è ancor oggi grazie al fatto che lo portiamo nel cuore e nella mente, e che onoriamo il suo ricordo come è giusto che sia.

Non ci va di parlare del suo assassino o della sua condanna, non è questo il luogo e neppure il momento per farlo, però ci sembra doveroso evidenziare come ancora oggi ci sia gente che paga per aver cercato GIUSTIZIA quel giorno, quella stessa giustizia che in Italia latita e che ha addirittura concesso la semilibertà a chi NON SI E’ MAI DEGNATO DI CHIEDERE SCUSA PER QUEL FOLLE GESTO.

Vogliamo concludere questo nostro ricordo di Gabriele, con un riferimento alle tante persone che lo hanno ricordato in questi giorni e soprattutto in questi anni, chi con uno striscione, chi con una testimonianza, chi con iniziative benefiche e le attività dei gruppi donatori dislocati per la penisola, chi con un semplice manifesto attaccato in un angolo della propria città, perché sono questi piccoli grandi gesti che lo renderanno sempre VIVO in mezzo a noi.

Torniamo adesso a parlare dell’indecoroso SISTEMA CALCIO che ha fallito la qualificazione al mondiale 2018 in Russia: era infatti dal 1958 che non accadeva che la nostra nazionale non centrasse questo obiettivo.

Quello che ci preme sottolineare è il fatto che tale debacle costerà al nostro paese una perdita di svariati milioni di euro, con i mancati premi in caso di vittoria, con le probabili ed eventuali mancate sponsorizzazioni future, scommesse, diritti tv e via dicendo. Viene da chiedersi ora cosa si in inventeranno i vertici del calcio italiano per rimediare a questo scempio?

La prima cosa che pensiamo è che si venderanno l’anima per recuperare questi soldi e soprattutto per non lasciare le loro amate poltrone…e noi cosa dovremmo fare?

Possiamo continuare ad essere pupazzi di gente come Tavecchio e Lotito che da anni gestiscono indisturbati questo schifo? Con un campionato italiano ormai ai minimi termini, dove le partite vengono falsate in maniera scandalosa, possiamo rimanere davvero ancora inermi?

La risposta noi non la conosciamo, quello che sappiamo però è che manderemmo volentieri, durante il mondiale in Russia, questi mercenari a zappare i campi sotto il sole caldo di giugno. Vorremmo vederli lavorare anche a ferragosto, come fanno molti di noi, perché mentre loro hanno la fortuna di portare a casa uno stipendio più che decente (quasi immorale) la gente è costretta a lavorare tutta la settimana, anche per trovare i soldi per acquistare il biglietto di uno stadio o per sostenere i costi di una trasferta per vederli scendere in campo! Loro, unitamente agli apparati del calcio italiano, sono colpevoli di aver rovinato quella briciola di unione che dava la nazionale.

Riteniamo che questo sia solo lo specchio di un paese in cui non ci sono più valori, dove tutto è legato al business e al malaffare e non esiste più meritocrazia.

Non vogliamo essere i vostri burattini e non lo saremo MAI , sempre a modo nostro, sempre a nostre spese.

Chiuso questo argomento, torniamo a parlare del nostro IDEALE, che dopo un periodo di appannamento si è rialzato e sta tornando più forte di prima. I nostri 11 ultras in campo sono un orgoglio e siamo sicuri che, anche nelle prossime eventuali sconfitte, usciranno dal campo con la maglia sudata, perché, almeno loro, CREDONO DAVVERO IN QUALCOSA, e noi crediamo insieme a loro che un altro calcio sia davvero possibile…e per questo li sosterremo fino allo stremo. Lottare per qualcosa in cui si crede per davvero è la cosa più bella del mondo e noi continueremo a sognare, ad occhi aperti però, perché almeno i sogni non ce li potrà mai portar via NESSUNO!!!

AVANTI IDEALE ! AVANTI CALCIO DEL POPOLO!!!

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