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Rassegna stampa

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ETERNAMENTE KLAS INGESSON, GUERRIERO BIANCOROSSO!

Entra Carbone nelle file dell’Inter. Proprio quest’ultimo si fa soffiare il pallone da Gerson che tocca in mezzo, Ingesson 3 a 1 e Inter in completo Blackout. Era il 07 Gennaio 1996 la partita finì 4 a 1 in favore dei biancorossi di Mister Materazzi e l’ex giocatore dello Sheffield Weds firmò la sua prima rete in biancorosso. Fu un anno strano quello per i biancorossi, Igor Protti fu premiato capocannoniere del campionato con ben 24 reti ma gli sforzi furono vanì perché gli uomini di Mister Materazzi retrocessero.
In quel periodo il mondo del pallone non correva sui social network… Decine di ragazzi alle 15, accompagnati dai propri genitori, si riversavano all’antistadio per una foto ricordo o per un autografo e lui Klas non si tirava mai indietro.

190 centimetri, giganteggiava a centrocampo come un colosso. Forse non era il più forte ma aveva un cuore fuori dalla norma. Deciso nei contrasti, non tirava mai indietro la gamba, il tutto senza cattiveria, solo con la voglia di recuperare quel pallone che tanto amava. Erano anni diversi quelli, ed i ragazzi cercavano i numeri di telefono dei loro campioni sull’elenco telefonico, Klas entrò sin da subito nel cuore dei baresi e chissà a quante chiamate rispose… non lo possiamo sapere ma siam sicuri che quell’omone cercava di accontentarli tutti.

Klas Ingesson ha lasciato un segno nel cuore dei baresi ed è il simbolo di un calcio che purtroppo non c’è più, non possiamo dimenticare le sue gesta ed il suo prendere la squadra in mano anche nei momenti più difficili; per amore della nostra terra rimase anche nella stagione successiva in serie cadetta contribuendo con ben 8 reti all’immediata risalita.

Nella stagione successiva arriverà la soddisfazione delle 100 presenze con questa maglia, la salvezza e la fascia da Capitano.
Fascetti stesso disse: “Klas non era soltanto un ottimo calciatore, era una grande persona. Uno di quelli che si incrociano raramente nel calcio”. La carriera da allenatore di Ingesson fu praticamente un calvario, e non a causa dei risultati sportivi, quelli furono esaltanti. Dal 2009 infatti lottava contro un mieloma multiplo che mise a dura prova la sua salute ma che con tanto dolore e forza di volontà aveva inizialmente sconfitto.

Noi che l’abbiamo seguito sui campi da calcio, di cui abbiamo magari scambiato la figurina o con cui abbiamo segnato qualche gol a Fifa 98, possiamo e dobbiamo tenerne in vita la memoria. Klas finché ha potuto è rimasto aggrappato alla vita con tutte le sue forze e ne ha tratto il massimo. Ha cambiato la vita e la carriera di tanti giovani, ha emozionato il suo pubblico, ha avuto fino al suo ultimo giorno la forza di fare la cosa giusta, non per se stesso ma per gli altri.

Non vogliamo eccedere, sembrare retorici o eccessivamente romantici, ma l’impronta che Klas Ingesson ha lasciato nel cuore dei tifosi baresi, ma più in generale nel Calcio, é quella di un Gigante. Il nostro gigante buono.

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